Bologna insolita: 8 posti da vedere e cose da fare fuori dai percorsi più battuti
@ BolognaWelcome
Dal 2023 la Torre degli Asinelli è chiusa al pubblico: la salita è sospesa per le condizioni della vicina Garisenda e la riapertura è indicata al 2028, forse prima. Chi arriva a Bologna adesso e vuole una vista dall'alto, o qualcosa da fare oltre Piazza Maggiore e il Quadrilatero, ha bisogno di indicazioni diverse da quelle delle guide di qualche anno fa.
Questa selezione riunisce otto luoghi ed esperienze nel centro storico, tutti raggiungibili a piedi da Piazza Maggiore. Sono stati scelti perché hanno un dettaglio preciso da osservare, si possono davvero visitare e le informazioni pratiche sono state controllate a settembre 2026. Qui "insolito" indica ciò che l'itinerario standard tende a saltare: alcuni posti, come la finestrella di via Piella, sono molto fotografati, altri hanno ancora poca fila.
Museo della Specola: la vista dall'alto, con l'Asinelli chiusa
@ universi
In cima a Palazzo Poggi, in via Zamboni 33, c'è una torre astronomica costruita tra il 1712 e il 1726 per volere di Luigi Ferdinando Marsili, che per anni ha ospitato l'osservatorio dell'Università. Il museo è stato riallestito e riaperto nel 2026. Dentro ci sono la Sala meridiana, la Sala dei globi e la Sala della torretta, con sfere armillari, telescopi in legno e strumenti nautici. In cima, una terrazza con vista a 360° sui tetti.
La salita è di 272 gradini e non è consentita a chi ha mobilità ridotta. L'ingresso costa 8€ (4 il ridotto) e la prenotazione è fortemente consigliata sul sito ufficiale. Il museo è aperto martedì-venerdì 10-16 e sabato-domenica 10-18, chiuso il lunedì. Si entra all'inizio di ogni ora, in gruppi di massimo 15 persone, con una permanenza massima di 60 minuti. Con la pioggia la terrazza è chiusa, ma resta la sala vetrata all'ultimo piano.
ClueGo Bologna: un percorso a enigmi da Piazza VIII Agosto a Via Rizzoli
Il percorso ClueGo di Bologna è una caccia al tesoro a piedi nel centro, senza guida e senza orari. Si compone di 12 tappe per circa 3 km e dura 2-3 ore. Parte da Piazza VIII Agosto e finisce in Via Rizzoli, passando per Via Indipendenza, Piazza Maggiore, Piazza Santo Stefano e le Due Torri. Ogni enigma risolto porta a una curiosità: tra i temi ci sono la cucina bolognese, i portici da record e i periodi in cui la città è stata paragonata a New York e a Venezia.
Funziona con una Web App: si compra il codice online, si apre il link sul telefono e si inserisce il codice, senza scaricare nulla. Serve solo uno smartphone con connessione. Ogni enigma ha dei suggerimenti e si può anche saltare. Il codice è valido 6 mesi dall'acquisto e, una volta attivato, il percorso va completato entro 10 giorni: si può fermare per la pioggia e riprendere il giorno dopo. Conviene giocare di giorno, perché alcuni dettagli si vedono male con poca luce.
Costa 19,99€ a gruppo (per gruppo si intende da 1 a 5 persone), ed è disponibile in italiano e in inglese. L'età minima consigliata è 7 anni. Il percorso è tutto all'aperto e nessuna tappa richiede un biglietto, ma gli ingressi a musei e monumenti non sono inclusi.
Seguire un percorso a enigmi tra portici e piazze è una cosa che pochi visitatori fanno e che si racconta volentieri dopo.
Scopri il percorso ClueGo Bologna
Finestrella di via Piella: il canale che il Novecento ha coperto
@visitup
Al civico 16/a-18/a di via Piella, sotto il portico, un'anta di legno arancione si apre su un tratto scoperto del Canale delle Moline, ramo del Canale di Reno. Dall'apertura si vedono le case che escono direttamente dall'acqua. Per secoli i canali alimentarono mulini e attività come la seta. Molti tratti vennero coperti nel Novecento, soprattutto dopo la guerra.
L'affaccio è gratuito e sempre accessibile, ma è tra i più fotografati del centro: nelle ore di punta c'è spesso la fila. La portata varia con le piogge e a volte il canale è in secca. La sosta dura pochi minuti, quindi ha senso inserirla in un giro più lungo. Nel centro si può osservare l'acqua da altri quattro punti: via Capo di Lucca (angolo via Alessandrini), via delle Moline, via Oberdan e il ponte dei Malcontenti. Un giro completo dei cinque affacci richiede circa un'ora e mezza a passo tranquillo.
La diavolessa dei Bastardini: una statua sotto il portico di via d'Azeglio
@ gq
Sotto il portico dell'ex Ospedale degli Innocenti, detto dei Bastardini, in via d'Azeglio (circa ai civici 41-47), una figura in ferro battuto con corpo femminile e testa canina fa da gargoyle all'angolo di un edificio. Molte fonti la descrivono come copia del diavolo di Giambologna, lo scultore del Nettuno; qualcuna la attribuisce a Giambologna stesso. Nello stesso portico c'è una Madonna con Bambino, e poco distante esisteva la ruota degli esposti dove si lasciavano i neonati.
Sul motivo della sua presenza circolano tre storie: un monito ai genitori prima di abbandonare un neonato, una protettrice di chi camminava di notte, il ricordo di una strega di nome Caterina vissuta nel quartiere nel Quattrocento. Sono tradizioni, non fatti documentati. La statua si vede sempre, senza biglietto, e serve uno sguardo verso l'alto all'angolo del portico.
Le tre frecce di Corte Isolani: dove guardare e cosa dice la storia
@ facciamoungiroincentro
Sotto il portico ligneo di Strada Maggiore 19, all'ingresso di Corte Isolani, le frecce sono conficcate nel soffitto, in un angolo annerito, e sono difficili da individuare: molti passanti ne trovano solo una o due. Il portico di legno è duecentesco, con travi di quercia di circa nove metri che sostengono il terzo piano; in epoca moderna sono stati aggiunti due pilastri in muratura.
La leggenda più raccontata parla di un marito geloso che assolda tre arcieri contro la moglie: lei si affaccia nuda alla finestra e loro sbagliano la mira. Esiste anche una seconda versione, una lite tra nobili. Secondo fonti locali, le frecce sarebbero invece uno scherzo collocato durante un restauro dell'Ottocento (1877, secondo Il Cittadino). Corte Isolani è anche un passaggio coperto che collega Strada Maggiore a Piazza Santo Stefano e si attraversa in pochi minuti.
Il Voltone del Podestà: due persone, due angoli, un sussurro
@ stradafacendovedremo
Il Voltone sta sotto Palazzo del Podestà, in Piazza Maggiore, dove si incrociano due passaggi coperti. Per provare l'effetto acustico servono due persone: ognuna si mette in un angolo opposto, faccia al muro, e una sussurra. L'altra sente le parole. Chi passa non se ne accorge.
Sopra i pilastri poggia la torre dell'Arengo, e negli angoli ci sono quattro statue dei santi protettori (Petronio, Francesco, Domenico e Procolo) scolpite da Alfonso Lombardi nel 1525. La tradizione lega il fenomeno ai malati di lebbra o di peste che potevano confessarsi senza contatto: è una spiegazione tramandata, non documentata. Il passaggio è accessibile a tutti dal lato della fontana del Nettuno, con uscita su via Rizzoli.
Gli scavi sotto Sala Borsa: la Bononia romana a pochi metri da Piazza Maggiore
@ bolognawelcome
In Piazza Nettuno 3, sotto il pavimento di vetro della Piazza Coperta, si vedono le fondamenta della basilica civile romana di Bononia. Da vicino si visitano anche i resti di case medievali e le tracce del cinquecentesco Orto Botanico di Ulisse Aldrovandi. L'ingresso è a offerta libera, con orari che in generale coprono lunedì pomeriggio e da martedì a sabato 10-19, e visite guidate il venerdì pomeriggio. Conviene controllare gli orari sul sito della biblioteca prima di andare.
La meridiana di San Petronio: la linea di Cassini sul pavimento
@ atlasobscura
Nella navata sinistra della basilica di San Petronio, una linea di circa 67 metri segna il pavimento: la tracciò Giovanni Domenico Cassini nel 1655. Funziona come una camera oscura: un piccolo foro nella quarta volta della navata, a circa 27 metri d'altezza, proietta sul pavimento l'immagine del Sole, che si sposta lungo la linea. Secondo il sito della basilica, il punto luminoso appare sul pavimento circa un'ora prima del mezzogiorno locale. La visita ordinaria è gratuita; gli orari vanno controllati sul sito della basilica poichè soggetti a continue modifiche.
FAQ
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Nel centro storico ci sono la statua della diavolessa in via d'Azeglio, le tre frecce sotto il portico di Corte Isolani, la meridiana di San Petronio e gli scavi romani sotto Sala Borsa. Per una vista dall'alto c'è la terrazza del Museo della Specola.
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No, al momento è chiusa. La riapertura è indicata al 2028, con possibilità di anticipo secondo dichiarazioni del maggio 2026. Prima di programmare conviene controllare il sito di Bologna Welcome.
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La finestrella di via Piella, la diavolessa dei Bastardini, le tre frecce, il Voltone del Podestà e la meridiana di San Petronio. Gli scavi di Sala Borsa sono a offerta libera.
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Dalla terrazza della Specola, per una vista sui tetti, e dalla finestrella di via Piella. Sotto il portico di Corte Isolani il soggetto è il soffitto con le frecce.
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Il gioco dei sussurri sotto il Voltone del Podestà e la ricerca delle tre frecce si fanno in pochi minuti e non richiedono prenotazione. Per un'attività più lunga c'è il percorso a enigmi, che ha lo stesso spirito.